59) Arendt. Sull'agire dell'uomo.
La riflessione sul totalitarismo aveva portato Hannah Arendt a
considerare l'abitudine al dialogo, al confronto, a rapportarsi
con gli altri come un antidoto fondamentale al pericolo del
dominio totalitario. Di qui le sue riflessioni sulla vita activa.
H. Arendt, Vita activa, traduzione italiana a cura di F. Finzi,
Bompiani, Milano, 1964, pagine 13-14 (vedi manuale pagina 438).

 Con il termine vita activa, propongo di designare tre
fondamentali attivit umane: l'attivit lavorativa, l'operare e
l'agire; a ciascuna di esse corrisponde infatti una delle
condizioni base cui  sottoposta la vita dell'uomo sulla terra.
L'attivit lavorativa corrisponde allo sviluppo biologico del
corpo umano, il cui accrescimento spontaneo, metabolismo e
decadimento finale sono legati alle necessit prodotte e
alimentate nel processo vitale dalla stessa attivit lavorativa.
La condizione umana di quest'ultima  la vita stessa.
L'operare  la prassi che corrisponde al momento non-naturale
dell'esistenza umana, che non  assorbito nel ciclo vitale sempre
ricorrente della specie e che, se si dissolve, non  compensato da
esso. Il frutto dell'operare  un mondo artificiale di cose,
nettamente distinto dall'ambiente naturale. I confini di questo
mondo comprendono ogni vita individuale, mentre il significato
stesso dell'operare sta nel trascendere quei limiti. La condizione
umana dell'operare  la sfera mondana.
L'azione, la sola attivit che metta in rapporto diretto gli
uomini senza la mediazione di cose materiali, corrisponde alla
condizione umana della pluralit, al fatto che pi uomini, e non
l'Uomo, vivono sulla terra. Anche se tutti gli aspetti della
nostra esistenza sono in qualche modo connessi alla politica,
tuttavia questa pluralit  specificamente la condizione - non
solo la conditio sine qua non, ma la conditio per quam - di ogni
vita politica. Cos il linguaggio dei romani, forse il popolo pi
dedito all'attivit politica che sia mai apparso, impiegava le
parole vivere ed essere tra gli uomini (inter homines esse), e
rispettivamente morire e cessare di essere tra gli uomini
(inter homines esse desinere) come sinonimi.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 687.
